Solidarietà alla popolazione di Niscemi e al Movimento No Muos
In questi giorni abbiamo tutti sentito della terribile situazione del comune di Niscemi, devastato da una frana che ha costretto all’evacuazione centinaia di persone. Conosciamo la situazione locale e consideriamo questo territorio nostro vicino e i suoi abitanti nostri fratelli perché subiamo insieme le conseguenze della stessa violenza: i disastri causati dall’occupazione militare.
Come hanno scritto lx compagnx del Movimento No Muos, sappiamo che l’evento della frana non è una tragica fatalità, ma il frutto di politiche scellerate portate avanti con determinazione negli ultimi decenni. Sappiamo bene cosa significa vivere in territori sacrificati, dove la popolazione viene vista come un mero intralcio a progetti imperialisti con proiezione sul piano Mediterraneo e globale. Sappiamo bene quanto la militarizzazione dei nostri territori si accompagna alla desertificazione sociale, alla depressione economica, alla repressione politica, al disastro ambientale.
Oggi gli stessi governanti che hanno ignorato e represso per decenni le proteste della popolazione di Niscemi spendono lacrime di coccodrillo sul disastro avvenuto, pur avendo sottovalutato i richiami alle reali esigenze del territorio, evidentemente in contrasto con l’enorme installazione militare statunitense del Muos. Anche noi conosciamo bene la malafede di queste persone, è la stessa con cui blandiscono e tentano di addomesticare le nostre comunità. È la stessa malafede con cui negano il disastro ambientale e sociale prodotto dai poligoni militari nei nostri territori.
Nelle stesse ore in cui apprendiamo la notizia della frana di Niscemi, sappiamo che alcunx attivistx del Movimento No Muos hanno ricevuto nuove contestazioni penali per le manifestazioni dell’agosto 2025. La risposta a chi chiede rispetto per il territorio e per chi lo vive è sempre una sola: repressione, in Sicilia come in Sardegna.
Mandiamo un abbraccio solidale ai compagni e alle compagne colpiti dalla repressione, alle persone costrette a lasciare le proprie case per un disastro evitabile, a tutte le persone che resistono alla militarizzazione e chiedono invece cura, rispetto, progettualità politica per ripristinare e difendere il territorio in cui vivono.
La vosta lotta è la nostra lotta.
A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna

