SIT IN A NUORO _ SOLIDARIETÀ A BAKIS BEKS

 

SIT-IN di solidarietà a Bakis Beks, venerdì 11 settembre ore 18:30, piazza Vittorio Emanuele Nuoro.

 

Passione civile e talento sono tratti che hanno fatto risaltare sulla scena rap un artista come Bakis Beks, che da tempo mostra sui palchi la creatività e il coraggio di esprimere, attraverso la forma d’arte che sente più vicina, la propria opinione e il proprio pensiero.

Anche per questo motivo ha destato un coro di indignazione, specialmente nella comunità nuorese, la notizia che Bakis insieme ad altri giovani siano stati colpiti da un inqualificabile atto repressivo, con un decreto penale di condanna che li ha raggiunti a seguito di un concerto rap.

Le forze repressive hanno ritenuto di incriminare le parole di una canzone in cui Bakis ha cantato tutta la sua contrarietà alla presenza dei poligoni militari in Sardegna: “non c’è tempo per mediazioni – indennizzi – conciliazioni – questo è un messaggio ai coloni – basta, fuori dai coglioni!”.
Ad essere incriminata è anche la coreografia che accompagna il testo musicale ovvero “il dito medio”, comune espressione di denuncia degli artisti rap.

A detta degli inquirenti che erano presenti al concerto l’8 settembre 2018 a Nuoro, quelle parole e quella coreografia sarebbero state espresse oltraggiosamente contro di loro.

Tra qualche mese per il cantante ed alcuni fan si aprirà un processo presso il Tribunale di Nuoro, nel quale verrà messa in discussione la libertà di espressione e la libertà dell’arte.

Il rap non è mai stato un genere musicale “politicamente corretto” e del resto la libertà di opinione è un diritto particolarmente sentito in una terra come la nostra, che soffre profondamente il ruolo subalterno che le viene assegnato come una condanna inesorabile, in nome di potenti interessi economici esterni.

Mettere il bavaglio all’arte è un atto riprovevole che abbiamo il dovere di contrastare se vogliamo intraprendere la strada del progresso e della costruzione di una società consapevole.

Per denunciare quanto è accaduto l’Associazione Libertade, A Foras Barbagia-Baronia e lo Spazio Antifascista di Nuoro, indicono un sit-in in piazza Vittorio Emanuele venerdì 11 settembre alle 18:30, invitando tutti i cittadini e gli artisti sardi a partecipare portando la loro vicinanza a tutti i giovani che sono coinvolti in questa vicenda.

 

Evento facebook: SIT IN A NUORO – SOLIDARIETA’ A BAKIS BEKS

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OLTRE L’EMERGENZA, LOTTARE CONTRO LE BASI SIGNIFICA COSTRUIRE LA PACE

APPUNTAMENTO IL 25 GENNAIO ALLE 15:30 SOTTO IL PALAZZO DELLA REGIONE, IN PIAZZA TRENTO, CONTRO LE BASI E CONTRO LA GUERRA.

Lo scenario geopolitico internazionale è in continua mutazione, e il quadro di emergenza che si era delineato nelle prime settimane di gennaio sembra stia lasciando spazio alla situazione di conflitto latente e strisciante a cui siamo abituati da anni. Sembra, perché la verità è che la guerra è in corso da tempo, è una guerra per procura e nel territorio di paesi terzi, una guerra mai dichiarata, della quale anche in Sardegna siamo complici e, allo stesso tempo, paghiamo le conseguenze.

Ne siamo complici, perché non lottiamo come dovremmo contro l’occupazione militare della nostra terra. Un’occupazione militare che ha sicuramente un ruolo importante nella strategia di destabilizzazione del Vicino Oriente e dell’Africa settentrionale portata avanti dalla NATO. Sappiamo con certezza che la base aeronautica di Decimomannu ebbe un ruolo nell’attacco alla Libia che ha precipitato il paese mediterraneo nel caos attuale, segnando drammaticamente le vite di milioni di civili libici e di centinaia di migliaia di migranti, oggi reclusi nei campi di concentramento del paese nordafricano. E se quest’anno la NATO terrà la sua maxi-esercitazione sul confine orientale, non dobbiamo dimenticare che, qualche anno fa, fu il Mediterraneo ad essere al centro della più grande esercitazione NATO dalla fine della Guerra Fredda, con la Sardegna come uno dei baricentri principali. Era il 2015 e il movimento sardo contro l’occupazione militare fermò la Trident Juncture, mettendo sotto scacco per un giorno l’Alleanza Atlantica.

Ne siamo complici perché consentiamo che qui si costruiscano bombe destinate agli eserciti che devastano territori e popolazioni civile nella Penisola Arabica. Pensiamo alla RWM di Domusnovas, che vende bombe all’Arabia Saudita. Bombe poi impiegate contro la popolazione dello Yemen, come dimostrato da inchieste giornalistiche e ricerche di Ong. Quella fabbrica, e lo sappiamo grazie al grande lavoro dei comitati che lottano contro di essa, ha dei grossi progetti di espansione. Quegli stessi comitati stanno provando a fermarli attraverso un ricorso al TAR ed è dovere di tutti coloro che lottano contro l’occupazione militare della Sardegna affiancarli e sostenerli, denunciando l’esistenza di un sistema globale, una piovra industrial-militare che occupa la Sardegna tra poligoni e fabbriche di morte.

Oltre che complici, siamo anche vittime di questa occupazione militare. Lo sanno bene i parenti e gli amici di chi è morto a causa dell’inquinamento portato dalle basi, lo sa bene chi ha perso il proprio lavoro o vive in zone economicamente depresse e spopolate a causa dell’ingombrante presenza militare. Siamo anche un obiettivo militare sensibile, è impossibile pensare che la Sardegna, con tutte le installazioni militari presenti sul suo territorio, non sia segnata con un bel cerchio rosso nelle mappe delle stanze dei bottoni delle potenze mondiali.

L’apparenza inganna, insomma, e nonostante sembri che l’emergenza internazionale sia finita per lasciare spazio alla normalità, non dobbiamo fare passi indietro. È proprio quella normalità quella contro cui dobbiamo lottare, ribadendo con forza il nostro impegno:

PER LA LIBERAZIONE DELLA SARDEGNA DALL’OCCUPAZIONE MILITARE ITALIANA E NATO

PER LA SOLIDARIETA’ CON LE POPOLAZIONI AGGREDITE

PER LO STOP IMMEDIATO DELLE OPERAZIONI MILITARI DEI MEMBRI NATO

PER IL RITIRO DELLE TRUPPE ITALIANE DAGLI SCENARI DI GUERRA

PER LA RICONVERSIONE DELLA SPESA MILITARE IN SPESA SOCIALE

A FORAS IS BASIS DE SA SARDIGNA

NESSUNA BASE PER LE VOSTRE GUERRE

Queste parole d’ordine guideranno la manifestazione di sabato 25 gennaio. L’appuntamento è alle 15:30 sotto il Palazzo della Regione, in Piazza Trento a Cagliari.

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3 aprile 2017 STOP RWM

Il business della filiera bellica non si ferma mai, in poco più di un anno sono state vendute più di 8000 bombe per un fatturato gigantesco di cui i sardi che vi lavorano ne vedono solo le piccole briciole cadute dal piatto dei padroni. Nonostante questo, il ricatto del lavoro continua ad essere enorme e decine di sardi vi lavorano in contraddizione con quella che vorremmo fosse la natura della nostra terra, una terra di pace e accoglienza.
Il business non si ferma ma non ci fermiamo nemmeno noi, con negli occhi le migliaia di vittime Yemenite.

3 Aprile @ Domusnovas
ore 11.00 Piazzale della Fabbrica
STOP RWM