Ma ite diàulu scias chìmicas! Su complotu est sa gherra!

Eris seru su chelu de sa Sardigna s’est prenadu de arrastos de condensatzione de is aèreos militares chi, che a semper, giogant a sa gherra partende dae sa base de Deximumannu.
Dae sa Barbàgia a Aristanis, dae s’Ogiastra a Casteddu, gente meda at bidu sa firma de s’ocupatzione militare in su chelu de sa Sardigna.
In sa retza gente meda at cumentadu luego chistionende de sa teoria de is scias chìmicas.
Comente chi in Sardigna non ddoe siat giai un’àteru complotu prus organizadu e làdinu: su de s’ocupatzione militare de sa Sardigna e su de ordimingiare sa gherra de sighidu, pro dda impreare comente àina de domìniu de is pòpulos e de is economias in is territòrios nostros e in totu su mundu.

Ispantat a lìgere un’artìculu de s’Unione Sarda chi, cun is fueddos de su Cumandante de s’Areonautica Militare pro sa Regione Autònoma de sa Sardigna, circat de “asseliare” chie ligit subra s’orìgine de is arrastos in su chelu, trunchende tando “ònnia ipòtesi complottista”.
Non nos lassat in assèliu a ischire chi dae Deximumannu, ònnia die, partint àereos militares de mesu mundu pro si esercitare in s’arte de sa morte e de sa distrutzione.
Su complotu est innoe e ddu podimus bìdere: su genocìdiu in Gaza, sa distrutzione in Yemen, is bombardamentos criminales de is potèntzias ocidentale in Oriente Mèdiu nàschint totus in domo nostra, subra is concas nostras.

Podet capitare chi custas provas generales pro is is matantzas chi ant a bènnere, pro “sa cunditzione climàtica de custas oras si podiant bìdere bene”, ma custu est su chi acuntesset ònnia die dae deghinas de annos in Sardigna.
Ma ite diàulu scias chìmicas! Su complotu est su decollu ambientale chi càusat s’aparatu militare e chi nos cuant in nòmene de sa “ragion di Stato”. Su complotu est su business as usual de unu sistema fundadu in is combustìbiles fòssiles chi devastat su clima terrèstre e si mantenet in pee cun is gherras pro isfrutare is risorsas de ollu de perda e de gas.

Su complotu est su dinare pùblicu leadu dae sa sanidade, dae s’istrutzione, dae servìtzios pro sa populatzione pro ddu donare a armas e ainas de morte.
Su complotu est sa realidade de is esercitatziones sena fine pro guvernare pòpulos e terras cun sa violèntzia de sa gherra, subra is concas nostras, subra su mare nostru, subra su sartu nostru. Dae 70 annos.
Su complotu est sa gherra, est su tempus de dda cuntrastare sena timoria.

ALTRO CHE SCIE CHIMICHE! IL VERO COMPLOTTO È LA GUERRA!

Ieri il cielo della Sardegna è stato invaso dalle scie di condensazione dei caccia militari che effettuavano i loro soliti giochi di guerra a partire dalla base aerea di Decimomannu.

Dalla Barbagia, all’Oristanese, all’Ogliastra al Cagliaritano, in tante persone hanno potuto vedere la firma dell’occupazione militare sui cieli della Sardegna.
Da tante testimonianze presenti in rete, si è visto tante persone riferirsi immediatamente alla teoria del complotto delle “scie chimiche”. Come se in terra sarda non ci fosse un complotto ben più organizzato ed evidente: quello dell’occupazione militare della Sardegna, e della preparazione permanente della guerra come strumento di dominio dei popoli e delle economie su scala regionale e globale.

Fa piuttosto specie leggere un articolo dell’Unione Sarda che, attraverso le parole del Comandante dell’Aeronautico Militare per la Regione Autonoma della Sardegna, punta a “rassicurare” i lettori sulla natura delle scie di condenza stampate sul cielo sardo “stroncando ogni ipotesi complottista”.
Non c’è nulla di rassicurante nel sapere che da Decimomannu, quotidianamente, ci alza in volo nei nostri cieli per addestrare le aviazioni di mezzo mondo nell’arte dell’assassinio e della distruzione aerea.

Il vero complotto è qui ed è sotto i nostri occhi: il genocidio di Gaza, la distruzione dello
Yemen, i bombardamenti criminali delle potenze occidentali in Medio Oriente, nascono tutti da noi, sopra le nostre teste. Può capitare che queste prove generali dei massacri futuri, per “la condizione climatica di queste ore sono risultate particolarmente visibili”, ma questo è quello che accade quotidianamente da decenni in Sardegna.

Altro che scie chimiche!
Il vero complotto sono i disastri ambientali causati dall’apparato militare e silenziati in nome della ragion di Stato.
Il vero complotto è il business as usual di un sistema fondato sui combustibili fossili che devasta il clima terrestre, e si mantiene con le continue guerre per il controllo delle risorse di petrolio e gas.
Il vero complotto sono i soldi pubblici dirottati dalla sanità, dall’istruzione, dai servizi alla
popolazione, verso armamenti e strumenti di morte.
Il vero complotto è la realtà dell’addestramento permanente a governare popoli e territori con la violenza della guerra, sulle nostre teste, nei nostri mari, nelle nostre campagne, da 70 anni a questa parte.

Il vero complotto è la guerra, è tempo di combatterlo a viso aperto.

A Foras!

Per la prima volta nella storia della Sardegna l’esercito è stato costretto a presentare la valutazione d’incidenza ambientale

Nell’estate 2023 A Foras ha iniziato a studiare la possibilità di un’azione legale contro le esercitazioni militari che da 70 anni si svolgono nella totale illegalità, seguendo l’esempio delle associazioni ambientaliste pugliesi che hanno ottenuto il blocco delle esercitazioni militari svolte in area SIC senza nessuna valutazione di incidenza ambientale.

Abbiamo così presentato due ricorsi al TAR contro il calendario delle esercitazioni, nel 2023 e nel 2024, grazie all’associazione Gruppo di Intervento Giuridico e all’avvocato Melis Costa (che si sono fatti carico di firmare il ricorso), e agli avv. Pubusa e Lai che sono intervenuti nel ricorso per conto di A Foras.

I giudici del Tribunale Amministrativo non si sono ancora espressi nel merito delle nostre contestazioni, ma per la prima volta dopo 70 anni l’esercito ha presentato agli uffici regionali la documentazione per ottenere la VINCA per le esercitazioni militari nel Poligono di Teulada.

Anche grazie alle insistenze dei membri civili del Comipa, l’esercito italiano non può continuare ad operare nella totale illegalità.

A Foras si riserva di presentare delle osservazioni in questo procedimento per la VINCA, dato che la documentazione presentata dall’esercito sembra molto lacunosa, ma ciò che ci interessa sottolineare ora è che il Ministero della Difesa non può più comportarsi come se fosse il padrone assoluto.

Non permetteremo mai più che la nostra terra venga usata come una colonia e combatteremo con ogni mezzo a nostra disposizione per raggiungere i nostri obbiettivi: fermare le esercitazioni militari, chiudere le basi, bonificare i poligoni con un adeguato risarcimento delle popolazioni interessate.

Questa procedura segue quella già attuata per la presunta bonifica della penisola di Capo Teulada.

Anche in quel caso la documentazione portara dall’Esercito presentava numerose lacune e criticità, ma gli uffici regionali hanno rilasciato un parere positivo e ignorato le osservazioni presentate da varie associazioni. Per questo a novembre é stato presentato un ulteriore ricorso al Tar su impulso di Usb Sardegna e Assotziu Consumadoris Sardegna.

A Foras!

A Capo Frasca una giornata bellissima – Assemblea Generale di A Foras 27 Ottobre, Bauladu

 

Dopo la splendida giornata di sabato, proviamo a mettere in ordine i pensieri ed evidenziare alcuni spunti usciti dalla bella manifestazione di Capo Frasca.

Innanzitutto vorremmo ringraziare tutti e tutte coloro che si sono spese per l’organizzazione e la costruzione di questo corteo, dalle realtà organizzatrici che si sono fatte carico di far tornare tutti e tutte noi di fronte ad una base militare dopo due anni e mezzo in cui era mancata la presenza davanti ai poligoni, fino alle compagne ed i compagni che si sono alternate tra intensi compiti tra i bus, i banchetti, il palco e le situazioni più tese. Molto spesso ci dimentichiamo di loro e non pensiamo mai che se non fosse per chi si annulla tra compiti politici e logistici, probabilmente queste giornate non ci sarebbero.

Il lavoro congiunto di più di 40 organizzazioni, con altre decine di adesioni che si sono aggiunte col tempo, è un risultato notevole già di per sé. Abbiamo limato differenze, abbiamo prodotto una sintesi fra posizioni di partenza differenti ma accomunate dal medesimo obiettivo: liberare la Sardegna dalla presenza militare. Ognuno ha portato il contributo dato dalla propria storia ed esperienza, e il risultato è stato quello di includere tantissime persone in una giornata in cui ci siamo resi conto di essere forti e numerosi, uniti e disposti a lottare tutti assieme.

Prima del 12 ottobre erano due anni e mezzo che non si manifestava davanti a una base, ma in questo tempo non siamo stati fermi. Sono stati prodotti, dal gruppo economia di A Foras, due dossier sui poligoni di Teulada e Quirra che rappresentano una delle fonti più aggiornate sulla situazione di quei territori in merito all’occupazione militare. Abbiamo portato avanti momenti di formazione collettiva e di coinvolgimento dei territori, con i campeggi, le camminate, partecipazione a momenti di dibattito anche fuori dall’isola. Il bel risultato del 12 ottobre dipende anche da questo impegno costante, che ci ha permesso di costruire relazioni e fiducia con tante persone e movimenti.

Il primo dato da raccogliere è che ci sono migliaia di persone che sono disponibili a lottare e mobilitarsi contro l’occupazione militare seriamente, sembrerebbe un dato scontato ma se pensiamo al fatto che la mobilitazione è stata tirata su completamente dal basso e in qualche modo minata da silenzio o posizioni faziose della carta stampata, così come da politici e sindacati mainstream, è un risultato notevole. Soprattutto se pensiamo che poche settimane prima dell’appuntamento di Capo Frasca, la Procura di Cagliari ha messo in piedi un grave tentativo di intimidazione e repressione con l’Operazione Lince che ha colpito 45 militanti del movimento sardo contro le basi. Eppure il successo della manifestazione dimostra che nessuno si è lasciato spaventare, anzi abbiamo acquisito una maggiore determinazione.

Migliaia di persone che non hanno fatto mancare il loro apporto politico e artistico, difficilmente si è riusciti a portare in passato dei momenti qualitativamente intensi e così emozionanti sopra e sotto il palco. Difficilmente prima di sabato scorso, si è riusciti a collaborare così attivamente con le famiglie dei militari morti nei poligoni sardi, aggiungendo una casella fondamentale nel panorama del movimento contro l’occupazione militare della Sardegna.

Il secondo dato che va analizzato è che ci sono centinaia di persone che nonostante il palco e gli interventi musicali e politici, hanno presenziato con determinazione davanti agli scudi della celere per ore provando ad aggirare lo sbarramento per arrivare al poligono.

Da qui dobbiamo partire e capire come organizzarci nel prossimo futuro per far convivere tutte le parti fondamentali di questo movimento, far comprendere quanto sia importante la militanza di base perché la risposta all’occupazione militare sia efficace e legittimata dal consenso e l’attivismo popolare. A Foras ha dimostrato di essere un interlocutore serio negli ultimi anni per tutto il movimento, uno dei pochi forse che si è preoccupato di fare in modo che tutte le espressioni avessero spazio e rispetto negli eventi organizzati, uno dei pochi che è riuscito a contrastare la narrazione militarista su carta stampata e sui media, uno dei pochi purtroppo che da tre anni, pur con tanti problemi, ha mantenuto vivo con continuità lo studio, l’inclusione e la mobilitazione contro l’occupazione militare della Sardegna.

Non ci dobbiamo aspettare che tutti e tutte vogliano far parte di A Foras, ma abbiamo il compito di fare in modo che le proposte siano sempre attraversate e attraversabili, così come il corteo di Capo Frasca. Esistono “tanti modi e un unica lotta” come scrivono in tanti e siamo d’accordo, ma come metodo dobbiamo virare verso l’inclusione popolare senza il feticcio delle azioni, guardando a iniziative ragionate, utili a portare numeri, empatia, complicità. La legittimità popolare ha, come conseguenza diretta, la possibilità di allargare geograficamente, politicamente e praticamente la concretezza delle nostre azioni, renderle più efficaci, condivise e libere dai limiti che ci impone la controparte.

Sabato di nuovo abbiamo vissuto in un recinto, nonostante le autorità sapessero che migliaia di persone avrebbero raggiunto il presidio hanno preferito chiudere il ponte e non far fare il piccolo corteo concordato nelle strade bianche, di fatto congestionando il traffico e causando tensioni inutili.

A Foras ha provato con le sue proposte a tracciare un percorso che ci possa permettere di raggiungere questi obiettivi:

—> Proposta concreta per l’istituzione di un corso specialistico in bonifiche presso l’Università di Cagliari e l’Università di Sassari.

—> Campagna di pressione su l’assessorato alla sanità sardo e alle dirigenze delle ASL locali per l’istituzione di un registro tumori sardo e la redazione dei registri epidemiologici comunali.

—> Nella prossima primavera inizio di una serie di azioni simboliche per bonificare siti militari dismessi e lasciati a marcire sul territorio sardo.

—> Mozione nei comuni di Cagliari, Sant’Antioco, Bosa, Olbia e Porto Torres contro l’attracco delle navi militari e contro il passaggio nei flussi d’acqua di mezzi anfibi o imbarcazioni; divieto per esercitazioni urbane e l’utilizzo delle arterie centrali di paesi e città ai mezzi corazzati a tutela dei cittadini e della fluidità del traffico.

—> Campagna muraria “Un manifesto per paese” per raccontare ai 377 paesi della Sardegna qual’è la vera invasione in Sardegna, MILITARE!

—> Costruzione di momenti di azione diretta da praticare durante esercitazioni imponenti, cercando un coinvolgimento ampio ed esteso.

A Foras attualmente è attivo in diverse parti della Sardegna, dobbiamo fare in modo che sempre nuovi comitati in tanti paesi si organizzino e lottino per contrastare l’occupazione militare e la narrazione militarista in tutte le parti della società. Partendo da quelle centinaia di persone che hanno deciso di salire sui bus per raggiungere Capo Frasca e di partire e tornare tutti insieme, abbiamo molti elementi per far ripartire la nostra azione con forza e determinazione.

Ci vediamo il 27 ottobre a Bauladu per la prossima assemblea generale sarda contro l’occupazione militare.

A INNANTIS, CONTRO L’OCCUPAZIONE MILITARE RISPOSTA POPOLARE!

 

4 agosto la prima “assemblea itinerante” da Alghero a Poglina – 5 agosto assemblea generale

A FORAS – CONTRA A S’OCUPATZIONE MILITARE DE SA SARDEGNA, fin dalla sua nascita, costruisce un percorso condiviso con l’obiettivo di diventare un movimento popolare e radicato in tutta la Sardegna. A partire dall’estate 2018 si dà inizio ad un’altra modalità di lotta, con  il percorso delle “assemblee itineranti” che porterà negli anni ad attraversare a piedi tutta l’isola. 

L’intento è, da una parte, quello di portare i temi della lotta contro l’occupazione militare in regioni e contesti non ancora pienamente coinvolti; dall’altra, l’obiettivo è sviluppare un lavoro di rete tra singoli e gruppi, per ricostruire la storia dei nostri territori e immaginare un futuro diverso per la Sardegna, riscoprendo i modelli positivi che sperimentano prospettive vicine alle esigenze della popolazione.

La prima assemblea itinerante partirà sabato 4 agosto da Alghero fino alla Spiaggia della Speranza o Poglina, in territorio di Villanova Monteleone. Durante il cammino, alcuni esperti del luogo racconteranno la storia e le risorse del territorio. Si farà tappa quindi alla base di Poglina, l’installazione militare sarda più segreta di tutte, sulla quale vogliamo finalmente iniziare a far luce. Situata in un ambiente naturale di grande pregio, tra spiaggia e grotte naturali, Poglina ha ospitato i guastatori che preparavano il colpo di stato dell’operazione “Gladio”.

La partenza il 4 agosto è prevista alle ore 17.30 da Alghero, Colle del Balaguer, l’arrivo a Poglina dopo circa 2 ore e mezza di cammino.    

Una volta giunti, i partecipanti si riuniranno sopra la spiaggia, al Chiosco da Ricciolina, dove continueranno le testimonianze e inizieranno gli interventi musicali con: Dj Forex  
(musica ’70 –’80); Jah “L” Sas & Jahwine (Reggae); Dj Padrino; (Hip Hop, Funk, Soul)
Claudia Crabuzza (cantaurorato),
performance artistiche e letture poetiche fino a tarda notte. 

Il giorno successivo, domenica  5 agosto alle ore 15.00, sempre  a Poglina, è     convocata  l’assemblea generale di A Foras. 

Passato un anno di studi, approfondimenti, sensibilizzazione e collaborazione con varie entità territoriali ed extraterritoriali, A Foras si incontra per fare un punto della situazione, analizzare l’anno passato ma soprattutto discutere delle prospettive.

L’invito a partecipare è rivolto a raccolta collettivi, associazioni, comitati, individualità e organizzazioni politiche. Si traccerà un bilancio di quanto realizzato nella prima parte dell’anno e fino alla manifestazione regionale del 2 giugno, per poi discutere delle strategie da mettere in campo dall’autunno in poi. 

https://www.facebook.com/events/1870919466298207/

TOGLIAMO LE BASI ALLA GUERRA – LIBERIAMO LA SARDEGNA
A FORAS – CONTRA A S’OCUPATZIONE MILITARE DE SA SARDIGNA

Comunicato 10 ottobre: manifestazione 14 ottobre 2017 a Cagliari contro la Joint Stars

COSA È LA JOINT STARS?

Joint Stars 2017 (JS17) è il più grande evento esercitativo della Difesa di quest’anno e coinvolge diverse regioni italiane. Il 14 ottobre partirà la seconda parte della Joint Stars 2017, la “LIVEX”. Dopo la prima parte (la “Virtual Flag 2017” svolta a giugno a Poggio Renatico, Ferrara), l’evento addestrativo più importante dell’anno sbarca in Sardegna. Fino al 29 ottobre, il sud dell’Isola sarà teatro di questa ennesima mega esercitazione, nell’ambito della quale è previsto anche Mare Aperto (dal 16 al 27 ottobre). Il poligono di Teulada vedrà i soldati della NATO e della Forza Marittima Europea esercitarsi per dieci giorni nelle principali forme di combattimento sul mare e dal mare. Esercitazioni di questo tenore non sono, né potranno mai essere, difensive ma bensì palesemente offensive, finalizzate insomma alla guerra. Leggi tutto “Comunicato 10 ottobre: manifestazione 14 ottobre 2017 a Cagliari contro la Joint Stars”

Concluso l’A FORAS CAMP 2017, si riparte con i 5 tavoli di lavoro e le mobilitazioni sui territori!

Si è conclusa domenica 10 settembre, nella Marina di Tertenia, la seconda edizione dell’A FORAS CAMP, il campeggio contro l’occupazione militare. Alla 6 giorni di assemblee, seminari di autoformazione, tavoli di lavoro tematici e socialità hanno partecipato oltre 200 persone, provenienti da tutta la Sardegna e non solo. Di rilievo il contributo (nell’organizzazione e nella presenza ai lavori) della componente locale dell’assemblea di A FORAS, il KOS (Kumone Ozastra Sarrabus), oltre che di altri partecipanti provenienti da Tertenia e dintorni.

Leggi tutto “Concluso l’A FORAS CAMP 2017, si riparte con i 5 tavoli di lavoro e le mobilitazioni sui territori!”

A Foras Fest: il 2 giugno a Cagliari è stata una grande giornata contro l’occupazione militare con musica, poesia e informazione

La grande giornata di mobilitazione organizzata da A Foras, l’assemblea contro l’occupazione militare, ieri 2 giugno a Cagliari ha raggiunto l’obiettivo di riunire le diverse componenti della società civile che si oppongono all’uso della Sardegna come colonia da devastare per testare armi e produrre bombe usate contro popolazioni civili. Una giornata di lotta e di festa che si vuole ripetere annualmente nella città capoluogo per capovolgere la festa della Repubblica italiana tempestata di parate militari, mentre sulla Sardegna grava il peso maggiore delle servitù militari con tutti i danni che ne derivano.


Ieri un lungo e multicolore corteo, con persone e bandiere arrivate da tutta l’isola, ha percorso per molte ore le strade cittadine nelle quali insistono diverse strutture militari, tra Marina Piccola e piazza dei Centomila. Striscioni e slogan hanno ricordato i motivi della manifestazione e di tutto il percorso di “A Foras”, iniziato proprio un anno fa, il 2 giugno 2016, con la prima assemblea a Bauladu: completa dismissione dei poligoni, riconversione della fabbrica di bombe, bonifiche e risarcimenti, restituzione delle terre alle comunità.

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A FORAS FEST – DIE CONTRA A S’OCUPATZIONE MILITARE Venerdì 2 giugno a Cagliari – CORTEO E CONCERTO

Prosegue l’organizzazione per un grande giornata di mobilitazione contro l’occupazione militare della Sardegna il 2 giugno a Cagliari. Si parte con il corteo da Marina Piccola alle 10.30 per arrivare a Piazza dei Centomila. Poi il concerto al Colle di San Michele dalle 15.00 fino a tarda sera. Sul palco tanti musicisti, arte e informazione.

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2 Giugno a Cagliari | A foras fest – Die contra a s’ocupatzione militare

2 GIUGNO A CAGLIARI

A FORAS FEST – DIE CONTRA A S’OCUPATZIONE MILITARE

Una giornata di informazione, arte e musica per continuare la lotta contro l’occupazione militare della Sardegna.

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A Foras è un’assemblea nata il 2 giugno del 2016 a Bauladu, composta da comitati, collettivi, associazioni, realtà politiche e individui che si oppongono all’occupazione militare della Sardegna. È una realtà antifascista, anticolonialista, antirazzista, antiomofoba e antisessista. A Foras è un’assemblea orizzontale, aperta e inclusiva che lotta per il blocco delle esercitazioni, la completa dismissione dei poligoni sardi, il risarcimento delle popolazioni da parte di chi ha inquinato e la bonifica dei territori compromessi. Tutti questi obiettivi si possono raggiungere solo attraverso la creazione di un movimento unitario, popolare e di massa, radicato in tutta la Sardegna, e con la solidarietà attiva di tutti gli altri movimenti e comitati locali di lotta, sardi e non, che si battono per l’autodeterminazione dei popoli.

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