Categoria: General
Firmato:
A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna
Ardauli Antifascista
Assemblea Permanente Villacidro
Associazione Libertade
Asce Sardegna
BDS Sardegna
Caminera Noa
Casa Del Popolo Bosa
Centro Sperimentazione Autosviluppo – Iglesias
COBAS Scuola Sardegna
Collettivo Furia Rossa-Oristano
il manifesto sardo
Liberu – Lìberos Rispetados Uguales
Movimento Nonviolento Sardegna
Movimento Omosessuale Sardo
Potere al popolo – Sardegna
ProgReS – Progetu Repùblica
RUAS – Rete Unitaria Antifascista Sulcis-Iglesiente
Rete Kurdistan Sardegna
Sardegna Palestina
SardegnaPulita
Sardigna Libera
Sardigna Natzione Indipendentzia (Ufitziale/Official)
Spazio Antifascista Nuoro
PCI – Partito Comunista Italiano – Cagliari
USB Sardegna
>> Se vuoi aderire all’appello scrivi a aforasinfo@gmail.com <<
Ogni cosa ha i suoi tempi.
Le lotte, ahinoi, ne hanno diversi e non sempre tutti sfavillanti come vorremmo.
C’è il momento entusiasmante dell’azione, spesso segue quello della dannata repressione ma in compenso arriva la confortante e incoraggiante solidarietà!
Se è importante davanti a delle reti di una base, in mezzo a dei lacrimogeni, o davanti ad antipatici schieramenti blu, diventa ancora più importante quando non si ha davanti niente di tutto questo, bensì la prospettiva di una grigia aula di tribunale.
Questa prospettiva ce l’abbiamo davanti adesso: il 19 e il 27 gennaio (sorveglianze speciali e udienza preliminare operazione lince) molte e molti avranno bisogno di tutta la nostra vicinanza.
La solidarietà ha tante forme, non smettere di lottare è la prima, certo.
Ma in questo momento c’è bisogno anche di dolcezza, calore, allegria e vil pecunia!
Per questo vi invitiamo il 10 gennaio alle ore 15.00 in Piazza San Domenico a Cagliari alla merenda solidale!
Torte, dolcetti, tisane, vin brûlé e giochi per scaldarci i cuori, per prepararci ad affrontare questo freddo e ostile gennaio!
Se non puoi venire, potrai comunque contribuire, facendo un’offerta alla cassa per le spese legali contro le attività militari e indicando nella causale “contributo Operazione Lince”:
IBAN: IT40D3608105138263281063295
Intestataria: Emanuela Falqui
Per ricariche PostePay (da effettuarsi in posta e non nelle ricevitorie):
Numero carta: 5333 1711 2593 7447
Assemblea Indagati e solidali
Merenda solidale: operazione lince
10 gennaio 2021, ore 15.00, Piazza San Domenico – Cagliari
• Chiediamo che la Regione e lo Stato ritirino i finanziamenti a progetti utili solo agli interessi delle forze armate e al profitto delle industrie del settore bellico. A titolo di esempio, chiediamo lo stop al finanziamento del progetto SIAT di Teulada, al co-finanziamento pubblico della piattaforma per i test dei motori missilistici nel Poligono di Quirra e al co-finanziamento del progetto Caserme Verdi, che riguarda – in Sardegna – le tre caserme dell’Esercito a Cagliari e quella di Teulada.
• Chiediamo che i soldi risparmiati grazie ai primi due punti siano reinvestiti nel potenziamento della sanità pubblica sarda.
TESTIMONIANZE DA BITTI (1)
Mentre un centinaio di persone, fuori dal poligono di Capo Frasca, denunciavano le contraddizioni di un sistema che spende miliardi per la difesa e taglia sulla sanità, in Consiglio Regionale si metteva in scena il teatrino di una mozione di sfiducia a Christian Solinas il cui esito negativo era stato ampiamente previsto da molti e che anzi, alla prova dei numeri, ha mostrato una minoranza ancora più debole, con 19 voti contro i 24 che avrebbe dovuto avere.
Differenze e distanze. Quelle che ci sono fra i cittadini, molti più di quelli che ieri sono riusciti a essere presenti fisicamente a Capo Frasca, consapevoli dei veri problemi della Sardegna e una classe politica attorcigliata su se stessa, sempre pronta ad assolversi e a ridurre questioni profonde a beghe politiche fra partiti che, alla fine dei conti, servono solo ad aggirarne la radice.
Parliamo a ragion veduta, perché, da destra a sinistra, quasi tutti i partiti italiani in Sardegna e molti dei partiti sardi, esclusi quasi tutti gli indipendentisti, hanno sull’occupazione militare dell’isola la medesima posizione: far finta di nulla. Si svegliano quando c’è da richiedere gli indennizzi in ritardo, talvolta alzano la voce per dire che la tale spiaggia va restituita alle popolazioni locali (e ai turisti, ovviamente!), ma sul problema strutturale tacciono. Persino una posizione molto riduttiva, come quella sostenuta da una parte del Pd, che puntava all’eliminazione di Capo Frasca e Capo Teulada e al potenziamento del Poligono di Quirra, è stata superata dalla giunta Pigliaru che, con il suo accordo firmato insieme al ministero della Difesa, ha sancito il mantenimento dello status quo: la Sardegna come poligono di tiro delle forze armate italiane, Nato e dell’industria bellica.
Noi invece non siamo miopi. Sappiamo che l’occupazione militare della Sardegna è una delle questioni principali per il futuro di chi vive in quest’isola, ma sappiamo anche che è legata a tante altre problematiche. Per questo da anni, e ancor di più con l’arrivo del Covid, abbiamo posto il problema dei rapporti tra spesa militare e spesa sanitaria. Per questo abbiamo organizzato in primavera la fortunata campagna “Più ospedali meno militari” e ieri abbiamo messo in piedi il sit in davanti al poligono di Capo Frasca.
Vogliamo ringraziare chi ieri è venuto di fronte alla base, ma anche chi ci ha sostenuto a distanza. Ieri numerosi interventi hanno raccontato la realtà della Sardegna, dove le terapie intensive stanno andando in saturazione e si scopre all’improvviso l’importanza vitale di quegli ospedali chiusi negli ultimi anni per le politiche scellerate dei vari governi e giunte che si sono susseguiti. Una realtà che in tanti denunciano da mesi e che in parte potrebbe essere resa meno dura dirottando i milioni sprecati in esercitazioni sul potenziamento della sanità pubblica.
Non ci dobbiamo fermare, anzi dobbiamo unire gli sforzi con tutti coloro che lottano per una Sardegna migliore.
Per questo ricordiamo l’appuntamento di stasera alle 16 a Cagliari con il Transgender Day of Remembrance in piazza Garibaldi. La lotta per un Sardegna migliore è una lotta che deve accomunare chiunque e deve puntare a una vita migliore per le persone, libere di vivere il proprio orientamento sessuale e di genere.
Per questo segnaliamo la manifestazione prevista per domani, sabato 21 novembre, alle 15 in via Roma, sotto il Consiglio regionale, organizzata dalla rete sarda “Società della cura”.
La società della Cura in Sardegna chiede l’attuazione di alcuni provvedimenti immediati: Reddito per tutte e tutti con aiuti adeguati fino alla fine dell’emergenza sanitaria; una politica di integrazione e di pieno sostegno per i cittadini che vivono in Italia e non hanno la cittadinanza italiana; vigilanza costante sul rispetto delle misure di prevenzione, salute e sicurezza in tutti i luoghi di lavoro; investimenti e assunzioni a tempo indeterminato per garantire sanità e istruzione pubbliche, infrastrutture sociali, accoglienza, casa, trasporti; un piano di prevenzione primaria a tutela di salute, vita, beni comuni e territorio.
Per la rete sarda della Società della Cura le risorse ci sono e vanno recuperate attraverso: Una tassa patrimoniale su tutte le rendite che superano il milione di euro; taglio drastico alle spese militari ed affini; abrogazione dei sussidi ambientalmente dannosi, tasse sulle emissioni di gas climalteranti e sulla plastica monouso; blocco delle opere -grandi e piccole- dannose per l’ambiente, il clima e la salute e l’utilizzo fondi di Cassa Depositi e Prestiti per gli investimenti pubblici sui servizi.
E infine ricordiamo che il 19 e il 27 gennaio, sempre a Cagliari davanti al tribunale, ci ritroveremo per manifestare solidarietà a chi è rimasto vittima del sistema repressivo dello stato italiano per il suo attivismo contro l’occupazione militare della Sardegna. Parliamo dei 45 attivisti contro le basi indagati nell’Operazione Lince, accusati di vari reati che arrivano fino al terrorismo, che il 27 dovranno affrontare l’udienza per il rinvio a giudizio e di quei 5 che il 19 gennaio saranno sottoposti all’udienza che deciderà se accogliere la richiesta di sorveglianza speciale. Una misura violenta e antidemocratica, che rende la vita delle persone coinvolte un incubo senza passare nemmeno per quelle poche garanzie che offrono i processi. Non dimentichiamo, a questo proposito un’altra contraddizione: mentre i magistrati si accaniscono contro gli attivisti che si oppongono alle basi, contemporaneamente chiedono l’archiviazione per il disastro ambientale verificatosi all’interno del poligono di Teulada a causa delle esercitazioni. Lo Stato si assolve sempre.
Stop esercitazioni: i soldi risparmiati vadano alla sanità pubblica!
È una questione di priorità: non è possibile continuare ad assistere allo sperpero dei nostri soldi in progetti che contribuiscono alla depressione economica delle comunità a cui apparteniamo e alla devastazione della terra in cui abitiamo, mentre la sanità viene costantemente depotenziata da anni, con i risultati evidenti sotto gli occhi di tutti.
Giovedì 19 novembre 2020 ore 15:00 davanti al Poligono di Capo Frasca – Sant’Antonio di Santadi
Campagna “Più ospedali meno militari / Dotores pro curare EJA, Cannones pro gherrare NONO”
#piùospedalimenomilitari










